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Mozambico, il fenomeno del terrorismo di Cabo Delgado

Diverse teorie contrastanti cercano di spiegare il fenomeno del terrorismo in Mozambico, che predica estremismo islamico ma annovera tra le sue files soprattutto criminali e disperati

Il termine esatto che viene utilizzato per designare quelle organizzazioni che agiscono militarmente al di fuori del controllo di uno Stato sovrano e’ ‘’non state armed groups’’ (NSAG). Il termine viene utilizzato per evitare qualsiasi legame, a livello di vocabolario, con religioni, gruppi etnici o ideologici che potrebbero portare ad equivoci o ad esacerbare tensioni socio-religiose ancora peggiori. Ache in Mozambico, lo NSAG denominato Shabaab, agisce come un Gruppo terrorista moderno, mescolando attivita criminali con proclami di estremismo religioso.

Le origini: nel 2017, in Mozambico, si intensificano gli attacchi ‘’al macete’’ che mirano a razzie e omicidi nella parte piu a nord di Cabo Delgado, nella zona fra Palma e Nangate; questi gruppi agiscono di solito con 6-7 persone e con attacchi rapidi verso piccoli villaggi lontani dai posti di polizia; nel 2018 gli attacchi sono sempre piu strutturati ed iniziano ad apparire le armi da fuoco; durante lo stesso anno, Il WFP che si occupa delle distribuzione alimentari nelle zone piu disagiate si organizza con scorte militari per proteggere lo staff e i camion carichi. Il Governo, intanto, cerca di stringere accordi con compagnie militari private per tentare di supportare le forze armate nazionali con formazioni, ricognizioni congiunte, ricerca informazioni e investigazioni. Qui, si alternano prima un consorzio cino-americano che fa capo ad Erick Prince (lo stesso della Black water), successivamente la Wagner (para-militari russi, gli stessi probabilmente intervenuti in Crimea, Ucraina), poi e’ la volta della Djick sud-africana che avra’ un ruolo di primo piano nell’evacuazione di occidentali e popolazione locale durante l’attacco di Palma del Marzo 2021. In realta, queste organizzazioni hanno sempre avuto contratti di breve durata e senza un impiego massiccio di uomini sul terreno, limitandosi al ruolo di ‘’advisor’’ dell’esercito mozambicano.
Retroterra locale: incredibilimente la terra della rivoulzione, Cabo Delgado, quella che aveva visto prima il movimento di liberazione nazionale opporsi ai portoghesi, poi il confronto fra Frelimo e Renamo fino al 1992, e’ stata progressivamente dimenticata. Per un Paese che ha cercato di concentrare i propri sforzi di sviluppo in capitale, che vedeva strade sterrate all’uscita di Maputo solo fino al 2008, riuscire anche ad occuparsi dello sviluppo del resto del Paese sembrava un’impresa impossibile. Cosi si e’ confermato infatti, fino alle geoispezioni che hanno portato a riconoscere Cabo Delgado come la provincia ‘’dorata’’ per il Mozambico.
Da diversi studi della Banca Mondiale emerge, comunque, che anche durante il periodo di grande fiducia nell’economia mozambicana (tra il 2008 e il 2016 fino al 15% di crescita del PIL su base annua), mancava un aspetto fondamentale, ossia la redistribuzione della ricchezza verso le fasce piu povere della popolazione.
La frustrazione dunque e’ cresciuta sempre di piu dentro l’anima di una popolazione che sentiva parlare di miliardi di euro da ricavare grazie alle risorse naturali della loro terra, e che non vedevano nessun cambiamento nel tempo, salvo trovarsi a volte in situazioni di dislocazione forzata per far spazio ai primi impianti di controllo del progetto per il GNL.
Questa situazione si e’ dimostrata un terreno molto fertile per una reazione che, alcuni, considerano totalmente staccata dalla matrice islamica e che avrebbe come scopo la reazione violenta per bloccare progetti inequi e con i quali si arricchirebbero solo in pochi.

Risorse: gli Shabaab controllano diverse porzioni del territorio di Cabo Delgado; al di la delle smentite del governo mozambicano, le forze armate hanno avuto molte difficolta’ a recuperare diversi centri abitati negli utlimi due anni (Macomia, Palma, Mocimboa da praia). Gli uomini di Shabaab sono motivati ma soprattutto ben ricompensati: stipendi mensili e premi per vittime ‘’illustri’’ (polizia, miltari ed eventuali occidentali) sono i trattamenti standard che ricordano da vicino regole e amministrazione dell’ISIS siriano.
Diverse miniere illegali si trovano nei territori dell’estremo nord del Mozambico, senza trascurare il mercato nero e commercio di ogni tipo di bene illegale che viene alimentato ai confini con la Tanzania. Le rotte della droga, sopratutto eroina, portano spesso piccole imbarcazioni che provengono dall’oceano indiano a sbarcare in Mozambico come nuova rotta per i traffici. Ancora una votla, quindi, i mezzi economici sono la chiave per alimentare le azioni terroristiche e riuscire a foraggiare i disperati che militano fra le loro fila che finalmente possono dirsi di aver trovato uno scopo e uno stipendio.
Legami internazionali: secondo alcuni, forse tra il 2016 e il 2017, alcuni musulmani mozambicani hanno ricevuto la visita di formatori, esperti di azioni terroristiche, proveniente dalla ‘’costa swahili dell’estremismo islamico’’. Potrebbero esser stati kenyoti della zona di Mombasa o somali legati ad Al-Shabaab: comunque, il movimento che si e’ sviluppato nel nord del Mozambico ha ricevuto un supporto dall’esterno almeno nell’ideologia e nella strategia: ancora una volta, senza un retro terra sociale di poverta’ e mancanza di educazione basica, i divulgatori dell’odio hanno trovato una buona base per ingrandire rapidamente le fila del loro esercito.
Nel 2019 arriva la dichiarazione di affiliazione degli Shabaab all’ISIS, che dalla sua newsletter fa sapere che i mozambicani fanno ufficialmente parte della loro battaglia contro l’occidente; questo legame sembra essere pero’ piu che altro una dichiarazione di solidarieta’ e bene-stare per l’utilizzo di sigle, simboli e bandiere. Veri e propri legami con l’ISIS non sono stati riscontrati a livello locale.
Altre teorie non verificate parlano anche di legami e risorse messe a disposzioni da parte di entita statali che sarebber interessate a bloccare il rpgoetto di GNL della TOTAL.

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