Skip to content

Libia, la storia di Aisha Gheddafi e del suo impegno per i diritti

Nata a Tripoli, in Libia il 25 dicembre 1976, Aisha Gheddafi, di professione avvocato, è l’unica figlia femmina dell’ex leader libico Muʿammar Gheddafi e di Safia Farkash.
Aisha, che ha sei fratelli e un fratellastro, (quest’ultimo nato dal primo matrimonio del padre con un’altra donna), è conosciuta in tutto il mondo arabo per essere una donna di grande carisma e cultura. Infatti, si è Laureata alla Sorbona di Parigi, in Francia, nel luglio dell’anno 2004, e nel corso della sua carriera, è stata membro del team di avvocati difensori di Saddam Hussein. Data la sua incredibile bellezza, Aisha Gheddafi è soprannominata “la Claudia Schiffer del Nordafrica”, e per quanto riguarda la sua vita sentimentale, sappiamo che nel 2006 si è unita in matrimonio con un cugino di suo padre. Tra le innumerevoli attività svolte, degna di nota è stata quella di fondatrice dell’associazione di carità Wa Attassimou, creata per sostenere Muntazer al-Zaidi, giornalista iracheno di al-Baghdadiya TV Muntadhar al-Zaidi, balzato agli onori della cronaca mondiale, quando il 14 dicembre 2008, in segni di protesta, lanciò i suoi mocassini contro l’allora presidente degli States George W. Bush. Il fatto avvenne durante una conferenza stampa a Baghdad, organizzata per mostrare al grande pubblico i risultati ottenuti dall’invasione della coalizione a guida USA. In questo contesto, il motivo che scatenò la protesta del giornalista, furono le accuse rivolte a Saddam Hussein, (poi risultate prive di fondamento), di possedere armi di distruzione di massa e di avere stretti legami con il terrorismo islamico di Al Qaeda. Oltre alla sua carriera da avvocato e ai tanti successi ottenuti nel suo ruolo, Aisha Gheddafi è stata inoltre nominata nel mese di luglio dell’anno 2009 Ambasciatrice di buona volontà dell’ONU (incarico revocato dalla stessa ONU in seguito alle rivolte libiche del 2011) per lo stato della Libia. Tra i suoi incarichi spiccano: la lotta alla povertà, i diritti delle donne in Libia, e lo studio e la ricerca in merito ai problemi legati al virus dell’HIV. Nell’anno 2011, durante le rivolte popolari libiche, dove oltre a suo padre persero la vita almeno 2 dei suoi 7 fratelli e 2 dei suoi 4 figli, Aisha Gheddafi si trovava a bordo di un aereo, al quale fu impedito di atterrare sull’isola di Malta. I media ipotizzarono subito una sua fuga dal paese, cosa smentita dalla stessa Aisha, e il 30 agosto 2011, in un comunicato, il governo algerino dichiaró che la figlia di Gheddafi insieme ai suoi fratelli Hannibal e Mohammed, si trovava oltre il confine libico-algerino alle ore 8:45, per la precisione nei pressi di Gadames. Nell’anno 2015, la figlia dell’ex leader libico (con la madre Safia Farkash, il fratello Hānnībāl, il fratellastro Muḥammad e la sorella adottiva Hanna) risultava rifugiata nello Sultanato dell’Oman. Tra le ultime notizie su di lei, le poche reperibili in rete, sappiamo che ad oggi Aisha Gheddafi, dopo l’uccisione del padre, è una donna sola, che vive quasi in totale isolamento. Sua madre, molto malata si trova in Egitto e pare che ad Aisha sia anche stato vietato di farle visita. Infine, tra le varie informazioni presenti sul web, apprendiamo che il tribunale dell’Unione Europea ha stabilito con una sentenza definitiva la sua cancellazione dalla black list europea, non potendo rappresentare in alcun modo una minaccia per la sicurezza e per la pace internazionale, non essendo più residente in Libia da anni e di conseguenza non svolgendo nessuna attività politica nel suo paese di origine.

Torna su