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Il Futuro Dell’Italia Dipende Dall’Africa

Il futuro dell’Italia dipende dall’Africa

Un continente immenso, che è cresciuto dagli 800 milioni di abitanti del 2000 ai 1,3 miliardi di oggi, e possibilmente
ai 2,6 miliardi di persone nel 2050. Una popolazione triplicata in mezzo secolo, la cui età mediana attualmente è 19 anni.

La metà degli africani è nata dopo il 2000. In Italia, solo il 20% è nato nel nuovo millennio.

Un continente in tale espansione si trova davanti difficili sfide e altrettanti opportunità.

Deve riuscire prima di ogni altra cosa a garantire che la propria crescita demografica sia sostenibile.

Sostenibile per le persone. Impresa non facile, garantire una vivibilità in megametropoli come Lagos e Kinshasa che potrebbero superare i 30 milioni di abitanti entro pochi decenni. Abitanti spesso appartenenti ad etnie diverse, a volte integrate, altre meno.

Sostenibile per l’economia, che dovrà essere inclusiva per giovani e donne. Indispensabile garantire un sistema di istruzione di qualità, e qui l’Italia e l’Europa possono aiutare molto aprendo le porte delle proprie eccellenze accademiche e di ricerca agli studenti africani.

Sostenibile per l’ambiente, che verrà messo a dura prova dalla crescita demografica, economica e industriale. E sappiamo che proprio i Paesi dell’Africa subsahariana saranno afflitti dai maggiori aumenti di temperatura nei prossimi anni, anche se dovessimo miracolosamente riuscire a fermare l’aumento medio globale sotto ai +1,5 gradi centigradi.

In un’epoca storica in cui l’immigrazione ha un impatto politico e sociale così forte, è necessario sottolineare che una crescita non sostenibile porterà inevitabilmente a un incremento dei flussi migratori verso l’Europa, Italia in primis.

Ma l’Africa presenta anche opportunità immense, per gli scambi sia economici che culturali. Oltre il 40% degli abitanti dell’Africa Subsahariana possiede un telefono cellulare, e ben il 93% degli africani ha accesso alla linea telefonica. Solo il 65% degli africani ha accesso all’elettricità, il 63% ha accesso all’acquedotto, il 54% percorre strade asfaltate e il 30% ha accesso a una rete fognaria moderna. Queste percentuali sono destinate ad incrementare rapidamente, grazie anche agli investimenti dall’Europa. La classe media africana sta crescendo rapidamente. Ad oggi, si stima che la classe media africana ammonti a circa 330 milioni di persone, ma la platea di potenziali consumatori cresce continuamente. Sempre più nelle capitali africane affiorano nuove start up che dimostrano lo spirito di innovazione dei giovani africani.

La verità è che in Italia, di quello che succede in Africa, si sa poco o niente. Settimana scorsa, dopo venti anni di dominio e sei settimane di proteste si è dimesso da Presidente dell’Algeria Bouteflika. Un cambiamento storico di regime sulla sponda opposta del Mediterraneo, e fatico a trovarne riscontro nei media italiani, e ancora più nel dibattito pubblico. Alcuni si indignano contro l’immigrazione, condividiamo le nostre città con migliaia di ragazzi di origine africana arrivati negli ultimi anni, ma ignoriamo le ragioni per cui sono partiti, non conosciamo i Paesi da cui vengono, e fatichiamo anche per questo a capirli e a istaurare un rapporto di fiducia reciproca.

Per questo credo nella missione di Focus on Africa. Perché i cittadini abbiano uno spazio dove informarsi su quanto succede in Africa, e impariamo tutti un po’ più dal grande Continente culla dell’umanità, iniziando ad apprezzarne le bellezze naturali e culturali, ad indignarci per i soprusi a cui spesso sono sottoposti i cittadini, e a elogiare i tanti esempi positivi di cui l’Africa è ricca, lavorando insieme per migliorare la comprensione reciproca e la collaborazione.

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