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Il Debutto Della Zona Di Libero Scambio Continentale Africana E Le Sue Implicazioni

Il debutto della zona di libero scambio continentale africana e le sue implicazioni

A tre mesi dall’avvio dei movimenti economici e e commerciali all’interno dell’Area di libero scambio continentale africana è tempo di una prima analisi.  Attualmente, l’accordo di libero scambio opera in trentasei paesi con altri diciassette potenziali membri in attesa di ratifica o deposizione.  L’accordo rappresenta una pietra miliare per l’integrazione economica e il multilateralismo in Africa.

Ad oggi i negoziati si sono concentrati in gran parte sulla riduzione delle tariffe e sull’eliminazione delle barriere non tariffarie.

Tuttavia, l’accordo è destinato ad essere rafforzato da futuri interventi.

In particolare, nel prossimo anno, i negoziati dovrebbero focalizzarsi sui temi della proprietà intellettuale, degli investimenti e della concorrenza.  L’ACFTA si è rapidamente dimostrata il progetto di libero scambio più ambizioso nella storia recente.  E non solo nel continente africano.

Detto questo, non è un evento senza precedenti.

L’Africa negli anni ha sottoscritto molti accordi commerciali regionali e accordi economici.  Ad esempio, la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (ECOWAS) e l’Unione doganale dell’Africa meridionale (SACU) operano da decenni.

La caratteristica saliente dell’ACFTA è che punta a coprire l’intero continente.

Ciò consentirà all’accordo di sviluppare una vasta gamma di campi, sebbene crei sfide per il consenso e l’attuazione tra i suoi numerosi membri.

Anche se l’accordo è in gran parte limitato alle questioni commerciali, è probabile che si amplierà in futuro come dimostrano le discussioni già in corso per gli investimenti e la proprietà intellettuale.

È possibile che presto emerga una parvenza di una struttura di capitale comune per accompagnare l’accordo.

Ciò potrebbe assumere la forma di una banca di investimento o di sviluppo, simile a un’istituzione come la Asian Infrastructure Investment Bank.

Potrebbe manifestarsi attraverso le discussioni in corso sugli investimenti, che consentirebbero ai paesi africani di accedere più facilmente al capitale privato dall’interno del continente.

Un’altra estensione naturale dell’accordo comporterebbe nuove regole sulla circolazione delle persone e dei lavoratori.  Detto questo, gli scenari possibili sono speculativi, sebbene esistano forti indirizzi al riguardo e un ampio capitale politico che può favorire questi sviluppi.

Uno scenario meno speculativo è la questione della valuta.

Le valute comuni sono da tempo una caratteristica delle economie africane.

Il franco centrafricano e il franco dell’Africa occidentale (e in precedenza il rand sudafricano) sono esempi di questa tendenza.  Tuttavia, la capacità dei paesi africani di perseguire una politica valutaria indipendente è stata limitata.

Molti paesi sono stati ‘rentier’ (che vivono di rendita), il che significa che la valuta è vulnerabile ai prezzi delle materie prime, danneggiando la stabilità economica a lungo termine.

Alcuni stati africani utilizzano ancoraggi valutari, che evitano questo tipo di fluttuazioni, ma nel processo cedono la sovranità fiscale.

L’implicazione è che l’ACFTA  faciliti la crescita delle valute comuni esistenti, o forse anche il debutto di una valuta propria.  Una valuta comune con molti utenti potrebbe fornire una base stabile contro la volatilità dei prezzi all’esportazione, data la grande diversità tra le economie africane.

Tuttavia, nelle speculazioni, è importante riconoscere che il futuro dell’ACFTA e la direzione che assumerà dipenderanno in gran parte dall’importanza che le viene data dai suoi membri.  Affinché questo tipo di grandi progetti politici ed economici proceda, saranno necessari grandi investimenti in capitale politico ed economico.  L’ACFTA dovrà anche evitare di diventare un campo di battaglia politico, come è successo con l’Unione del Maghreb arabo in Nord Africa, dove i disaccordi tra Algeria e Tunisia sul Sahara occidentale hanno impedito una significativa cooperazione tra i suoi membri.

Nel complesso, il lancio dell’ACFTA ha dimostrato un rinnovato impegno per il multilateralismo in tutto il continente africano e offre possibilità molto interessanti in molti campi.

Tuttavia, su scala internazionale, istituzioni come l’ACFTA sono ciò che i propri membri attuano.  Con un impegno minimo comune, l’ACFTA rappresenta un’opportunità senza precedenti per il futuro economico e politico dell’Africa.

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