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Etiopia, al via le elezioni in un clima di violenze e conflittii

Da stamattina si stanno svolgendo le elezioni generali in Etiopia in un clima di forte controllo militare, violenza mentre i combattimenti in Tigray e in alcune aree dell’Oromia sono in corso.

Ieri si è conclusa la riunione tra il Premier Abiy Ahmed Ali e uno dei principali dirigenti dell’estremismo nazionalista Amhara: Agegnehu Teshager ex presidente dello Stato dell’Amhara e attuale capo della terribile polizia politica NISS a cui è stata affidata la sicurezza durante le elezioni.

Nella riunione sono state decise draconiane misure di sicurezza per evitare “attacchi” ma, soprattutto proteste popolari. Migliaia di soldati e poliziotti federali in assetto di guerra sono stati mobilitati per mantenere l’ordine supportati dagli agenti NISS e coordinati da Teshager.

Teshager, tramite il supporto della INSA (Ethiopian Information Network Security Agency) ha predisposto la sicurezza cibernetica per evitare ogni tipo di messaggio “negativo” sui social media. L’accesso ad internet è garantito solo nei feudi fedeli al Partito della Prosperità.

La INSA, creata da Abiy nel 2008 quando collaborava con il TPLF nella repressione politica, è un’agenzia di controllo totale dei cittadini che impiega centinaia di agenti intenti a spiare ogni minima conversazione telefonica, siti internet, social media e WhatsApp alla ricerca di messaggi “eversivi”. Qualsiasi critica al regime viene immediatamente trattata come un pericolo alla “sicurezza” nazionale. Dalla sua istituzione ad oggi la INSA ha contribuito all’arresto di migliaia di persone che hanno espresso pareri contrari prima contro il TPLF ora contro la dirigenza nazionalista Amhara.

Il controllo militare delle principali città è stato rafforzato con l’utilizzo di droni e sorveglianza satellitare. Durante l’incontro il Premier Abiy si è congratulato con Teshager per l’efficace contributo offerto alla sicurezza nazionale dal momento della sua nomina a capo della NISS: 8 novembre 2020. Teshager è ritenuto responsabile di centinaia di arresti arbitrari di cittadini etiopi appartenenti alle etnie Tigrina e Oromo su semplici sospetti di essere simpatizzanti del TPLF o del OLA, dichiarate in maggio organizzazioni terroristiche.

Il Premier si è fatto fotografare mentre votava a Jimma (in Oromia), la sua città natale. I media di regime hanno mostrato un clima sereno e pacifico nella città sconvolta nel luglio 2020 da massacri di civili ordinati dal Premier per sedare la ribellione Oromo a seguito dell’assassinio di Stato del cantante e attivista Oromo: Haacaaluu Hundeessaa. Le sue canzoni critiche verso il governo sono state la sua condanna a morte.

Jimma ha conosciuto anche sistematici e brutali rastrellamenti della polizia federale in cerca di oppositori e la chiusura di tutte le sedi dei principali partiti di opposizione Oromo Liberation Front e Oromo Federalisti Congress. Rastrellamenti che hanno portato all’arresto dei principali leader dei due partiti che sono stati costretti a non partecipare alle elezioni.

A fini propagandisti il Premier si è fatto fotografare indossando la mascherina facciale per sottolineare il ferreo rispetto delle misure preventive Covid19 di cui il paese ora soffre della terza ondata dettata dalla variante Delta. Misure volutamente ignorate durante i suoi comizi elettorali per radunare il maggior numero di simpatizzanti o di semplici curiosi.

Secondo i primi dati a disposizione si registra una soddisfacente affluenza alle urne nella capitale Addis Ababa e nella regione dell’Amhara dove non si sono registrati particolari problemi nelle procedure di voto. Al contrario nella maggioranza dei seggi nelle Regioni-Stato di SNNP (Southern Nations, Nationalitiesand Peoples’ Region), Afar e BenishagulGumuz (dove sorge la mega diga GERD) si sono registrate inspiegabili carenze dei bollettini di voto.

Il Presidente della commissione elettorale NEBE: BirtukanMideksa ha pubblicamente confermato questa carenza affermando che sta lavorando assieme all’esercito federale per risolverla in poche ore. La mancanza di bollettini di voto potrebbe compromettere seriamente le elezioni proprio nelle regioni dove si prevede una scarsa percentuale di consensi verso il Prosperity Party, fondato dal Premier Abiy ma totalmente controllato dalla dirigenza nazionalista Amhara. Tuttavia Mideksa afferma che la carenza di bollettini si è registrata anche in alcuni seggi della capitale e della regione Amhara.

A distanza di 6 ore dalla apertura del voto si registrano violenze nelle Regioni-Stato di Amhara, SNNP, Afar, Oromia e Gambella, nonostante l’imponente apparato di sicurezza ideato dal dirigente Amhara: Teshager. Il quotidiano Addis Standard riporta assalti fisici contro politici dell’opposizione.

Nella città di Ambo, in Oromia (dove sorge una fabbrica di armi con presunta capacità di produzione di fosforo bianco) si sono registrati incidenti a seguito della rimozione di un ufficiale del seggio per motivi non ancora chiariti.

Addis Standard riporta aggressioni da parte di miliziani sconosciuti ai danni di osservatori del voto appartenenti all’opposizione in vari seggi nelle Regioni – Stato di Amhara e Gambella. Tutti questi incidenti avrebbero visto una inspiegabile inerzia dell’apparato di sicurezza diretto da Teshager. Ai giornalisti è di fatto impedito seguire le elezioni ad eccezione di quelli appartenenti ai media governativi o a giornali, Radio e TV di propaganda Amhara intenti ad inondare i social di notizie “positive” in palese celebrazione del Partito della Prosperità, evidentemente liberi dal dovere di evitare messaggi propagandistici durante lo svolgimento delle elezioni.

L’Altro Rappresentante Joseph Borrell a nome della U.E. venerdì 18 giugno ha pubblicato un comunicato stampa al riguardo delle elezioni in Etiopia. Un comunicato contraddittorio dove da una parte si elogia gli sforzi della commissione elettorale NEBE per rendere le elezioni inclusive e dall’altra ci si rammarica della impossibilità di inviare una missione europea di osservatori elettorali.

Borrell afferma di essere preoccupato del clima di violenze in corso in tutto il paese e delle violazioni dei diritti umani, della repressione dei giornalisti ma, allo stesso tempo, si auspica che queste elezioni possano essere un passo importante nel processo democratico in corso in Etiopia. Si auspica inoltre l’avvio e la promozione di un dialogo nazionale inclusivo e trasparente affermando però che l’Unione Europea sosterrà gli sforzi del Premier nell’attuazione delle riforme democratiche…

Nello stesso giorno la Commissione Europea ha annunciato che manterrà fede agli impegni di aiuto all’Etiopia per il clima, l’istruzione e il buon governo, affermando però che è

a Commissione europea vuole dare la priorità ai finanziamenti per il clima, l’istruzione e il buon governo in Etiopia nei prossimi sette anni, anche se afferma che è “improbabile” considerare il sostegno di bilancio direttamente al governo fino a quando non vedrà miglioramenti nella regione del Tigray colpita dal conflitto .

Impossibile verificare queste affermazioni in quanto ildocumento di lavoro sulla programmazione degli aiuti  perl’Etiopia è stato discusso con i membri del Parlamento europeo in un “dialogo geopolitico” a porte chiuse martedì sul bilancio degli aiuti dell’Unione europea 2021-2027.

Questi comunicati e azioni contraddittorie aumentano i dubbi di una politica silenziosa attuata  dai Ministeri Affari Esteri europei che, fonti diplomatiche africane affermano sia coerente anche con il messaggio segreto inviato la scorsa settimana dal Premier etiope alle principali cancellerie dei Paesi Nord Americani ed Europei.

L’ex Presidente della Nigeria: Olusegun Matthew OkikiolaAremu Obasanjo è presente ad Addis Ababa per coordinare la missione dell’Unione Africana di osservazione del voto. Obasajoafferma che al momento le elezioni si stanno svolgendo senza particolari problemi.

Le elezioni etiope si svolgono con l’esclusione dal voto di 12 milioni di cittadini (2.5 in Tigray, circa 3 m in Oromia e il resto nelle altre regioni). Su 547 seggi 110 non sono stati aperti a causa di conflitti in corso in Oromia, violenze etniche e non precisati problemi logistici. I maggior partiti di opposizione a livello nazionale non partecipano alle elezioni. Circa 8 milioni di votanti sparsi nel paese si sono visti rinviare le elezioni a settembre. Non sanno se la loro espressione di voto verrà tenuta in debita considerazione visto che i risultati finali del voto sono previsti per il prossimo luglio…

Oltre ai disordini e alle violenze che si stanno registrando in alcune regioni del Paese durante il voto, le seste elezioni dalla vittoria sul regime stalinista del DERG (1991) si stanno svolgendo durante due conflitti maggiori: Tigray e Oromia e diffuse violenze etniche in altre 4 regioni della Federazione. Se ciò non bastasse le truppe straniere dall’Eritrea ora occupano gran parte del nord Tigray, limitando la sovranità etiope, nonostante le richieste internazionali. di andarsene.

Il giornalista sudafricano Martin Plaut prevede la (scontata) vittoria del Prosperity Party e del Premier Abiy, chiedendosi quale tipo di mandato sarà e quale sarà il futuro del Paese.

Il collega Plaut riferisce che l’esercito del Tigray potrebbe avere fermato la quinta offensiva militare dell’Eritrea in Tigray (denominata Final War). Notizie e fonti verificate parlano di un disastroso rovescio dell’esercito eritreo che sarebbe stato fermato dalle Forze di Difesa del Tigray subendo pesanti perdite.

Anche l’esercito federale impegnato nella offensiva avrebbe subito pesanti perdite. Sarebbero oltre 15.000 i soldati federali uccisi o feriti dalla resistenza delle forze Tigrigne. Il TPLF afferma di essere passato alla contro offensiva lanciando l’Operazione Alula Abanega. Martin Plaut afferma che le notizie sono molto credibili ma necessitano ancora delle ultime conferme prima di giudicarle attendibili al 100%.

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