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Etiopia, malnutrizione nei bambini: aiuto umanitario e cibo insufficienti in Tigray

Medici Senza Frontiere, ieri 5 maggio 2021, ha denunciato la situazione allarmante e orribile della malnutrizione dei bambini e di tutta la popolazione in Tigray.

Le squadre di MSF dislocate con cliniche mobili nella zone rurali nord occidentali del Tigray hanno sottoposto a screening medico molte persone. MSF ha constatato che la malnutrizione imperversa tra i bambini, donne incinte e donne in periodo di allattamento

 

Nelle ultime due settimane, MSF ha appurato che tra i 309 bambini visitati c’è un livello di malnutrizione del 26,6% e più del 6% di loro soffrono per una malnutrizione acuta grave.

 

Tuttavia questi dati mascherano nicchie di livelli di malnutrizione ancor più elevati in alcune aree. Gli operatori di MSF tra tutti i bambini che avevano sottoposto a screening in una loro clinica mobile, hanno trovato che il 12% di loro é affetto da malnutrizione acuta grave, il che significa che sono altamente sottopeso.

 

Questa è come si suol dire, la punta dell’ iceberg in quanto la vera portata della malnutrizione tra la popolazione in Tigray non è dato saperla: molte aree rurali e molti villaggi non sono ancora raggiungibili dalle organizzazioni umanitarie.

 

Il livello di insicurezza alimentare varia molto da zona a zona, in luoghi diversi. Alcune persone hanno accesso a mercati o mezzi di sussistenza, mentre altre sono completamente impossibilitate di servirsene. MSF ha indicato che i pazienti di 7 zone rurali non possono accedere alla distribuzione alimentare.

 

Le squadre di MSF denunciano che stanno assistendo ad una fornitura di aiuti insufficienti e sproporzionati. Mentre più organizzazioni umanitarie hanno inviato squadre nel Tigray, al contempo la risposta non arriva ad estendersi la maggior parte delle volte al di fuori delle città più grandi, lasciando migliaia di persone senza aiuti umanitari.

 

L’ impossibilità di raggiungere tante aree rurali da parte degli operatori umanitari è dettato soprattutto dal clima di tensione, di insicurezza determinato dalla guerra in atto. Guerra che rasenta la probabilità di balcanizzazione del Tigray: era partita come una “veloce azione di polizia” da parte del premio nobel per la pace Abiy Ahmed per destituire il TPLF. Questo conflitto invece ormai imperversa da più di 6 mesi. Truppe dell’esercito di difesa etiope con gli alleati eritrei ed amhara ormai hanno occupato quasi totalmente la Regione del Tigray. Sono loro a dettar legge anche prevalendo sul lavoro e sulla possibilità di movimento delle squadre umanitarie e di soccorso che cercano di salvare vite.

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