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Eswatini, manifestazioni pacifiche represse con violenza: un ferito grave

Le forze di sicurezza di Eswatini, l’ultimo regno d’Africa, tornano a far parlare di sé: dopo essersi rese responsabili, nei mesi scorsi, dell’uccisione di manifestanti, arresti, sequestri di persona e torture, il 1° ottobre hanno disperso con estrema violenza una protesta pacifica di 10.000 persone che si stavano dirigendo verso l’ambasciata degli Usa per consegnare una petizione. Un manifestante è rimasto ferito in modo grave.

L’obiettivo della protesta era sensibilizzare le autorità statunitensi sulla detenzione dei parlamentari Mduduzi Bacede Mabuza e Mthaneni Dube, arrestati il 25 luglio con pretestuose accuse di terrorismo.

Le proteste nel regno di Eswatini si susseguono da giugno, dopo la morte in circostanze misteriose di Thabani Nkomonye, uno studente di Giurisprudenza di 25 anni che si sospetta sia stato ucciso mentre era nelle mani della polizia.

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