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Egitto, italiano in carcere da oltre 10 mesi. La famiglia denuncia indifferenza governo

La famiglia di Luigi Giacomo Passeri, trentun anni, detenuto da più di dieci mesi in Egitto, denuncia lo stato di degrado in  cui versa il giovane uomo.
I familiari sono convinti che il proprio caro stia soffrendo uno stato di oppressione fisica e psicologica da quando è stato fermato e portato in carcere perché  in possesso di una piccola dose di cannabis. Chiede un intervento deciso della diplomazia italiana per riportarlo a casa prima che sia troppo tardi.
Come denunciato alla Camera dal deputato di AVS Marco Grimaldi, dal 28 agosto dell’anno scorso i familiari non riescono a mettersi in contatto con lui.
L’Egitto, lo ricordiamo agli smemorati, è il paese in cui è stato assassinato Giulio Regeni, il ricercatore italiano per cui è in atto un processo che a breve vedrà, fra i testimoni, Renzi e Minniti. Si tratta di uno Stato che non rispetta i diritti umani e non garantisce alcuno standard di dignità ai detenuti, al punto che, afferma sempre Grimaldi, Passeri sarebbe stato anche torturato e privato di un’assistenza sanitaria adeguata in seguito a un intervento di appendicite.
Ci uniamo, dunque, alla richiesta dell’Alleanza Verdi e Sinistra affinché il ministro Tajani si attivi e ne chieda immediatamente l’estradizione. Di fronte alla vita di un ragazzo, non ci sono affari, interessi o esigenze geo-politiche che tengano, almeno per noi che abbiamo a cuore la Costituzione. Speriamo di poter dire altrettanto dell’attuale esecutivo.
Foto profilo Facebook Luigi Giacomo Passeri 
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