Skip to content

Economia e sviluppo, il continente africano protagonista della crescita globale

Un’analisi approfondita del centro studi di SACE, organizzazione specializzata nel sostegno alle imprese che operano nel continente africano, conferma l’importanza che l’Africa, anzi le Afriche, rivestono nelle strategie di sviluppo e crescita mondiali.
Il report dal titolo “Africa: il continente di domani dove SACE (già) c’è” fa il punto sulla situazione dell’economia del continente e sulle opportunità e i mercati di interesse per l’export delle imprese italiane.
L’analisi di SACE conferma a che l’Africa mira a essere la prossima protagonista della crescita globale.
Pur con le profonde differenze tra gli oltre 50 Paesi che compongono il continente africano, si evidenziano segnali positivi provenienti da mercati di interesse per le
 imprese italiane, evidenzia il rapporto.
Il vigore della domanda, anche grazie agli ambiziosi piani di sviluppo in essere, si tradurrà in una crescita delle esportazioni italiane, più contenuta quest’anno e più marcata il prossimo grazie alle dinamiche molto positive di geografie importanti per l’area, partendo dai Paesi GATE per l’export italiano (Egitto, Marocco e Sudafrica) e a una rete di relazioni tra istituzioni, aziende e buyer africani in continuo sviluppo. GATE è un acronimo che sta per Growing, Ambitious, Transforming ed Emerging con il quale SACE ha identificato i Paesi più promettenti per le vendite estere Made in Italy. Mercati, appunto, che si sono distinti per crescita, ambizione, trasformazione e alto potenziale, dove SACE è presente con i suoi uffici per supportare le imprese italiane.

In Nord Africa le opportunità di business arriveranno dall’Egitto, principale destinazione di beni italiani (insieme alla Tunisia) nell’area, grazie ai piani d’investimento strategici previsti dal governo, in particolare quelli legati allo sviluppo delle reti di trasporto, e a una crescita della domanda di beni agricoli e alimentari.  Nel 2023 l’Egitto ha domandato 3,3 miliardi di beni Made in Italy, ma quest’anno è prevista una frenata del 4,1% per poi crescere a doppia cifra, +16,9%, nel 2025.

Anche in Marocco, dove SACE aprirà un nuovo ufficio a Rabat, le aziende italiane potranno cogliere opportunità che proverranno anche dai progetti infrastrutturali ed energetici previsti dal regno marocchino: dalla rete ferroviaria alla generazione di elettricità da fonti rinnovabili, numerosi saranno i settori dove l’eccellenza del Made in Italy potrà rispondere alla domanda interna.

Nell’area Subsahariana,  il Sudafrica, dove SACE è presente dal 2008, continua a rappresentare una potenziale destinazione di sviluppo commerciale per le nostre aziende. Il Paese, infatti, punta sulle energie rinnovabili per raggiungere la sicurezza energetica attraverso schemi di incentivi e agevolazioni fiscali; le imprese italiane di diversi settori, dall’elettrico alla meccanica strumentale, potranno quindi inserirsi nelle filiere del solare e dell’eolico. 2,2 miliardi è la cifra delle esportazioni italiane nel 2023, prevista in lieve contrazione del 2,6% quest’anno e in rapida crescita del 10,2% nel 2025.

Riconoscendo la portata delle sfide geopolitiche globali, la centralità strategica del continente e il reciproco beneficio che l’intensificarsi delle relazioni diplomatiche e commerciali può generare, SACE è tra gli attori del sistema Paese chiamati a implementare le linee strategiche del Piano Mattei, creando nuove connessioni e opportunità tra aziende italiane e africane in settori chiave per lo sviluppo del Continente come le energie rinnovabili, l’agroalimentare, l’industria manifatturiera, la sanità e i trasporti, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese. Questo si è già concretizzato, ad esempio, con operazioni di Push Strategy in geografie dell’area Subsahariana come Senegal, Benin e Costa d’Avorio.

La centralità dell’agro-industria è il fil rouge delle politiche economiche di gran parte dei Paesi dell’area. I governi africani richiedono un approccio integrato a un problema strutturale che la crescita demografica e il cambiamento climatico sono destinati a intensificare. L’innovazione tecnologica può essere un importante strumento per incrementare la produttività agricola, che presenta ancora ampi margini di miglioramento

Torna su