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Diritti, nuovi crimini necessitano una giustizia penale “ibrida”

Il Premio “Maria Rita Saulle”, bandito dall’Istituto di Studi Politici “S.Pio V” per una tesi di dottorato sui diritti umani, va a chi si è distinto nello studio e nell’esercizio della tutela dei più vulnerabili, puntando i riflettori sulla giustizia penale internazionale.

Allo scopo di incoraggiare gli studi nelle discipline economiche, giuridiche e sociali, l’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” istituì nel 2009 questo premio con gli Alti Patrocini di Senato della Repubblica e Camera dei Deputat, intestato alla memoria della grande giurista italiana Maria Rita Saulle prematuramente scomparsa.
La data scelta per l’istituzione di tale riconoscimento fu tutt’altro che casuale, poiché in quell’anno ricorreva il sessantesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti, divenuta necessaria a seguito dei conflitti mondiali che hanno segnato la storia del secolo scorso ma ancora attualissima in questa prima parte di secondo millennio, già profondamente segnato da guerre che – in maniera diretta o indiretta – non risparmiano popoli e Paesi. Anni durante i quali l’Istituto ha attribuito un ruolo centrale alla formazione di giovani ricercatori, il cui coinvolgimento nei lavori di ricerca si è manifestato anche tramite l’istituzione di borse di studio a loro dedicate. A caratterizzare le attività dell’Istituto sin dall’inizio, è anche quella di collaborazione con istituzioni accademiche ed Enti italiani ed esteri impegnati nel comune afflato di analisi, approfondimento, indagine, ricerca: l’incessante attività dell’Istituto – pubblicata e presentata durante seminari e convegni – si focalizza in maniera preponderante sul dibattito culturale che ruota attorno ai temi di carattere impegnati nell’scientifico e socio-politico: dalle questioni europee a quelle dei diritti umani, da quelle socio-economiche a quelle delle relazioni internazionali.

L’ambito riconoscimento va quest’anno, in occasione della XII edizione dell’evento, a Maddalena Cogorno, praticante avvocatoe ricercatrice dell’Università di Pavia, esperta di diritto penale internazionale, che si aggiudica il premio in virtù della sua tesi di dottorato sui Diritti Umani intitolata Hybrid Criminal Justice: Reconstruction and Developments of the Phenomenon, incentrata sulla terza generazione della giustizia penale internazionale, cioè quella detta “ibrida” perché coinvolge sia la dimensione nazionale che quella internazionale di un dato crimine di guerra o contro l’umanità.
Tra i premi speciali, personalità del mondo della medicina come Enrico Di Salvo, ordinario in Chirurgia generale Università Federico II di Napoli e Presidente onorario della Associazione Sorridi Konou Konou Africa Onlus Ets, con cui da molti anni ha iniziato un’ attività di missioni mediche e sociali in Amazzonia e in Africa occidentale subsahariana e Albertina Soliani, presidente dell’associazione parlamentare Amici della Birmania, per il suo impegno a favore del popolo del Myanmar, ora che gli effetti del colpo di Stato militare del febbraio 2021, che hanno esautorato il governo civile, imprigionato migliaia di supposti oppositori e iniziato una vera e propria guerra civile, si fanno sentire alimentando il declino democratico dell’Asia sudorientale. Attesa la partecipazione del giornalista d’inchiesta in zone di guerra e inviato speciale di Avvenire Nello Scavo, che ha indagato sulla criminalità organizzata e il terrorismo globale, firmando servizi da molte zone calde del mondo come la ex-Jugoslavia, la Cambogia e il Sudest asiatico, i paesi dell’ex Urss, l’America Latina, le frontiere più ostili in Turchia, Siria, la Rotta Balcanica, il Corno d’Africa e il Maghreb e che negli ultimi anni è stato il cronista che ha trascorso più tempo sulle navi di salvataggio dei migranti nel Mediterraneo, svelando il negoziato tra autorità italiane e trafficanti di petrolio, armi ed esseri umani in Libia. Da allora è stato posto sotto scorta.

Riconoscimenti speciali anche a Francesco Terrone, Amministratore delegato di SIDELMED SpA, centro di ricerca universitario in ambito tecnico-scientifico e a Francesco Vaia docente di Economia sanitaria all’ UniCamillus e direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute per i suoi meriti in campo scientifico e accademico.

“Mai come quest’anno la ripresa dell’assegnazione del Premio, fondato su una straordinaria intuizione di Antonio Iodice, Presidente Onorario dell’Istituto, ha una ragione di essere dopo il lungo periodo di stallo dovuto alla pandemia – dichiara Paolo De Nardis, presidente dell’Istituto –

” Quest’ultima e due guerre terribili ancora in corso hanno timbrato profondamente l’urgenza di un ritorno al riconoscimento dello studio e dell’impegno della difesa dei diritti umani purtroppo

assurdamente e barbaramente oggi conculcati da

una

fenomenologia della violenza che non riesce a intravedere nell’alterità’ il lievito fondamentale della pace e della convivenza mondiale. La guerra non fa altro che mantenere il proprio irrazionale incedere nella dinamica amicus-inimicus, distrugge tutte le prospettive di argomentazione razionale e di dialogo e quindi ogni basilare possibilità di pace, uccidendo così le vite dei bambini e i sogni di tante sfortunate esistenze”.

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