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Covid-19, scoperta in Sudafrica una nuova variante: Ue impone nuove restrizioni

Le autorità sanitarie sudafricane hanno reso noto giovedì 25 novembre che è stata individuata una nuova variante del coronavirus che causa il Covid-19 in Sudafrica. Per il momento si chiama B.1.1.529 ed è ritenuta molto preoccupante, perché potrebbe eludere gli sforzi compiuti finora con la vaccinazione, complicando le procedure per riaprire le economie e le frontiere.
La prima risposta da parte dei governi di tutto il mondo è stata di cominciare a emettere divieti per i viaggiatori dal Sudafrica e dai Paesi vicini. La Presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, ha twittato che proporrà, “in stretto coordinamento con gli Stati membri, di attivare un freno di emergenza ai viaggi aerei dalla regione dell’Africa australe”.
Subito dopo, il ministro della Sanità tedesco, Jens Spahn, ha dichiarato che a partire da venerdì sera solo i cittadini tedeschi potranno tornare dal Sudafrica e chiunque arrivi da lì dovrà andare in quarantena per 14 giorni, anche se vaccinato. Sulla stessa linea anche il ministro della Salute italiano, Roberto Speranza, che ha twittato: “Ho firmato una nuova ordinanza che vieta l’ingresso in Italia a chi negli ultimi 14 giorni è stato in Sudafrica, Lesotho, Botswana, Zimbabwe, Mozambico, Namibia, Eswatini. I nostri scienziati sono al lavoro per studiare la variante B.1.1.529. Nel frattempo massima precauzione”.
La chiusura dei viaggi aerei dal Sud Africa è stata imposta o annunciata anche dal Regno Unito, da Israele e altri Paesi. La gravità di questa situazione è percepibile dalla risposta dei mercati globali, che venerdì mattina è stata di grande preoccupazione, dal momento che gli indici azionari europei e i futures sul petrolio greggio sono crollati, così come è diminuito il valore delle azioni di Deutsche Lufthansa AG e IAG SA, il proprietario di British Airways.
Dal punto di vista epidemiologico, si sa ancora poco della nuova variante; gli scienziati stanno tentando di capire se sia più trasmissibile o più letale delle precedenti, ma sicuramente già si è appurato che ha il maggior numero di mutazioni di qualsiasi ceppo finora identificato. Le preoccupazioni sudafricane e internazionali, dunque, sono dovute proprio a questa particolarità, perché si teme un’ondata di contagi che potrebbe aumentare la pressione sui sistemi sanitari.
Senza farsi prendere dal panico, ma restando attenti, bisogna prepararsi all’eventualità che B.1.1.529 possa essere molto più pericolosa della variante Delta, per cui è necessario muoversi su essenzialmente due piani: imporre restrizioni di viaggio dall’Africa meridionale e riempire quei Paesi di vaccini. Come abbiamo ormai capito in due anni di pandemia, da questa crisi sanitarie non ne esce un Paese solo, ma solo l’umanità intera.

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