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Centrafrica, un paese condannato alla povertà dalle sue ricchezze

Il Centrafrica è un paese grande 2 volte l’Italia. Una popolazione di circa 5 milioni di abitanti, molta povertà ed enormi ricchezze…

Foreste, terra, acqua, pascoli. Un sottosuolo ricco di oro, diamanti e altri minerali, tra cui il coltan.

Queste ricchezze, ed altre motivazioni, fanno si che il Centrafrica si trovi, da anni, meta ambita di ribelli, profittatori, commercianti, gente con pochi scrupoli e molti soldi. E molta avidità.

La zona nella quale p.Arialdo Urbani è passato sopra una mina, si trova a nord-ovest, lungo il confine con il Camerun. Ed è una zona molto ambita per i pascoli, l’acqua ed un clima particolarmente adatto agli allevamenti.

Grandi allevatori, i Peul sono presenti da anni in tutta la zona, da Bouar fino a Ngaundaye. Qui le loro mandrie trovano abbondanza di tutto. Basta pensare che, fino al 1979, a Sarki c’era un caseificio che produceva burro e groviera!

Ci sono qui grosse mandrie (migliaia di capi) che appartengono a ministri e presidenti degli stati vicini (che investono così i soldi guadagnati in vari modi, non tutti onesti!). Anche questo fatto contribuisce a fare della zona una no-man’s land

Negli ultimi anni, dopo il passaggio di vari gruppi ribelli, il movimento 3R (Retour, Réclamation et Réhabilitation), è diventato il “padrone” di tutta la zona, “proteggendo” le popolazioni peuls che vi risiedono. Ed è una protezione tipicamente mafiosa: i capi più belli, vengono requisiti dai ribelli.

In dicembre 2020 il gruppo 3R si era alleato con altri gruppi nella nuova Coalition des patriotes pour le changement (capitanata da Bozize, presidente salito al potere dopo un colpo di stato nel 2003, e deposto nel 2013).

La CPC ha occupato quasi tutto il paese, ha bloccato per 2 mesi la strada principale di rifornimenti, ed è arrivata a minacciare seriamente la capitale. E tutto questo nonostante una Missione ONU (MINUSCA) presente con 12.000 militari, del costo di oltre 900 milioni di dollari all’anno (744 milioni di euro, un po’ più di 2 milioni di euro al giorno!!!) (vedi Rapport du Secrétaire général, Rapport d’ensemble sur le financement des opérations de maintien de la paix des Nations Unies: exécution des budgets de l’exercice allant du 1erjuillet 2017 au30juin 2018 et budgets pour l’exercice allant du1erjuillet 2019 au30 juin 2020 , pubblicato il 28 febbraio2019, consultabile qui : https://undocs.org/pdf?symbol=fr/A/73/776

Il presidente attuale, Touadera, ha fatto appello agli “amici” russi e rwandesi. Questi due paesi hanno interessi geoplotici ed economici (specie nel settore minerario).

Dall’inizio di gennaio i soldati della milizia privata russa Wagner, con i rwandesi e l’esercito centrafricano, hanno iniziato una controffensiva che ha permesso al governo di riprendere, piano piano, gran parte delle zone occupate dai ribelli CPC. Ci sono stati pochi combattimenti: in genere i ribelli, all’arrivo dei russi si spostano più in là, specie fuori dai centri abitati (che diventano sempre più pericolosi).

Tra fine febbraio e inizio marzo era stata ripresa la zona di Niem. Però i ribelli 3R conoscono benissimo il territorio, e non è facile per l’esercito e il governo riprendere del tutto la zona.

È in questo contesto che è successo l’incidente di p.Arialdo, la cui macchina è andata distrutta da una mina.

È almeno il terzo episodio del genere.

Probabilmente la mina è stata messa dai ribelli 3r, anche se non mancano i dubbi (un comunicato di ieri dei 3R smentisce di essere in possesso di mine, e di averne messe nella zona. Ed accusa piuttosto i militari russi, rwandesi e centrafricani).

E questo episodio contribuisce ad appesantire la situazione, creando paura e limitando spostamenti ed attività nella zona. Sia da parte della popolazione, che da parte di agenzie umanitarie.

 

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