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Angola, da oggi al voto per le elezioni legislative

Gli angolani sono chiamati alle urne da oggi per le elezioni legislative che decideranno il prossimo presidente in una sfida essenzialmente a due che si preannuncia serrata, tra aspirazione al cambiamento e paura di brogli. In lizza ci sono otto formazioni, ma il duello è solo tra i due principali partiti: il Movimento Popolare per la Liberazione dell’Angola (Mpla), al potere sin dall’indipendenza ottenuta nel 1975 dal Portogallo, e il più grande partito d’opposizione, l’Unione Nazionale per l’Indipendenza Totale dell’Angola (Unita). Il capo del partito o della coalizione che domina l’Assemblea diventa automaticamente Presidente della Repubblica. Il Mpla è guidato dal presidente Joao Lourenço, 68 anni, eletto nel 2017 e in corsa per un secondo mandato ma in perdita di consensi a causa delle grandi difficoltà economiche attuali. L’Angola, che conta 33 milioni di abitanti, è ricca di petrolio ma gran parte della sua popolazione vive al di sotto della soglia di povertà. Un cambiamento è incarnato dal leader dell’Unita, Adalberto Costa Junior, 60 anni, soprannominato “Acj”, che assumendo la guida del partito nel 2019 ha rinvigorito e riunificato in parte l’opposizione in poco meno di un anno. Soprattutto ai giovani (un terzo della popolazione è fra i 10 e i 24 anni) ha promesso riforme e lotta alla povertà e alla corruzione. Delfino del quasi quarantennale (1979-2017) presidente Jose Eduardo dos Santos deceduto il mese scorso in Spagna, l’attuale leader cinque anni fa aveva ottenuto il 61% dei voti e lanciato una vasta operazione di “mani pulite” contro il proprio mentore e la sua famiglia, accusati di aver ha sottratto miliardi di dollari al Paese. La salma di Dos Santos è rientrata in patria proprio sabato dalla Spagna. Il suo ruolo nei 27 anni di guerra civile da 500 mila morti combattuta dal filo-sovietico e cubano Mpla contro l’Unita appoggiata dall’allora Sudafrica dell’apartheid e dagli Usa, secondo una analista, potrebbe però giocare a favore di Lourenco.

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