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A Roma gli “Incontri con l’Africa”: rafforzare le relazioni tra l’Italia e il Continente

Venerdì 8 ottobre, presso lo Sheraton Parco de’ Medici Hotel di Roma si terranno gli “Incontri con l’Africa”, un importante convegno internazionale organizzato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. L’iniziativa sarà inaugurata nel pomeriggio precedente, quando alle 18:30 del 7 ottobre è previsto un discorso di benvenuto da parte del ministro Luigi Di Maio.

Si tratta della terza edizione della Conferenza ministeriale Italia-Africa, che quest’anno si inserisce nel quadro della Presidenza italiana del G20 e del partenariato con il Regno Unito per la COP 26. Ciò ha permesso di concentrare l’attenzione dell’evento sui temi dell’energia, dell’ambiente, del clima e dello sviluppo sostenibile, declinati come priorità del G20, “People, Planet, Prosperity”. Favorendo lo scambio e il dialogo tra ministri degli esteri, rappresentanti di organizzazioni internazionali ed esponenti della società civile, lo scopo dell’iniziativa è, infatti, innanzitutto di definire linee d’azione comuni nella gestione delle sfide energetiche, climatiche, ambientali e dello sviluppo sostenibile del continente africano.

Si parlerà di temi sempre più prioritari, in particolare per la loro rilevanza in termini sanitari, economici, securitari per l’umanità intera, per cui gli “Incontri con l’Africa” mirano a tre obiettivi principali: sostenere il fabbisogno energetico africano per una società più inclusiva, promuovere la tutela ambientale attraverso la transizione ecologica, rafforzare il partenariato tra Italia e Africa per uno sviluppo mutualmente vantaggioso.

Per fare in modo che oltre 600 milioni di africani possano avere accesso all’energia elettrica, è necessaria l’attuazione di politiche che consentano al continente di dotarsi delle infrastrutture e tecnologie necessarie perché questo possa garantire la propria autosufficienza energetica e far fronte alla domanda che nei prossimi anni crescerà ad una velocità doppia rispetto alla media globale, trainata dal boom demografico. D’altra parte, questo coinvolge anche la tutela ambientale, che in Africa si presenta come una sfida legata anche alla promozione di un nuovo modello di crescita economica, di costruzione di infrastrutture, di distribuzione del reddito e di riduzione del debito estero basati su uno sviluppo endogeno. Evidentemente, la Conferenza costituirà anche un’occasione per consolidare i legami storici tra l’Italia e l’Africa, spinti dall’esigenza di lavorare insieme per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile e di qualità della manifattura in settori chiave come le infrastrutture, le energie rinnovabili, la sanità e l’agroalimentare.

La giornata di venerdì 8 ottobre sarà inaugurata dal Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, a cui seguirà una sessione plenaria con Luigi Di Maio, Moussa Faki Mahamat (Unione Africana), Vera Songwe (ONU), Alok Sharma (COP 26), Mario Monti (Commissione pan-europea sulla salute e lo sviluppo sostenibile), Emma Marcegaglia (B20); seguiranno poi quattro panel tematici interattivi: i primi due panel si terranno, in simultanea, nel corso della mattinata (“Renewable Revolution” e “Shaping the Energy Future of Africa”) e i successivi nel pomeriggio, anch’essi in simultanea (“Sustainable and green finance: a road towards a more inclusive future” e “Moving forward together: towards an inclusive society for women and youth”).

Nella seconda parte del pomeriggio di venerdì ci sarà anche una tavola rotonda dal titolo “Blue Economy: which development opportunities in Africa?”, in cui interverranno, tra gli altri, Mario Mattioli, Maria Luisa Cortesi e Massimo Zuccaro.

I risultati attesi dagli organizzatori degli Incontri riguardano innanzitutto la possibilità di presentare agli ospiti il contributo che l’Italia può dare in termini di partenariato con l’Africa sui temi energetici, ambientali, del clima e della sostenibilità, per favorire il recupero post-pandemico e stimolare una maggiore cooperazione sociale ed economica su basi paritarie. Si tratta di un primo passo che l’Italia intende compiere nello sforzo di fare “sistema” sul piano politico, istituzionale, industriale, esportando la filiera energetica all’estero, avviando strutturate iniziative di capacity building, condividendo strategie, piani e risorse per una ripresa post-pandemia.

Gli “Incontri con l’Africa”, pertanto, si presentano soprattutto come l’occasione per costruire un asse Europa-Mediterraneo-Africa che potenzi la competitività, la cooperazione multidimensionale e lo sviluppo solidale, inclusivo e sostenibile.

 

 

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