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Sudan, Nasce L’autorità Di Transizione Militari – Civili

Sudan, nasce l’autorità di transizione militari – civili

La firma dell’accordo per la formazione di un’autorità transitoria incaricata di guidare il Sudan per i prossimi tre anni è prevista oggi ad Addis Abeba. 
Il presidente del Consiglio militare di transizione (Tmc), Abdel Fattah al Burhan, prima di partire per l’Etiopia ha garantito all’emittente televisiva “al Arabiya” che la sua giunta “si scioglierà una volta creato il Consiglio di governo”, sottolineando però come ci siano “delle parti che non vogliono arrivare ad un accordo”, riferendosi ai gruppi rivoluzionari sudanesi.
Al momento, nonostante l’accordo trovato nei giorni scorsi, i militari al potere in Sudan non hanno raggiunto un accordo con le Forza per la libertà 
e il cambiamento (Ffc) sui nomi dei candidati che il consiglio militare deve presentare per il consiglio di governo.
Ieri il governo degli Stati Uniti ha accolto con favore l’accordo per la spartizione del potere raggiunto in Sudan. “L’accordo tra le Forze per la libertà e il cambiamento e il Consiglio militare di transizione per istituire un Consiglio sovrano è un importante passo avanti”, si legge in una nota del dipartimento di Stato.
“Attendiamo con impazienza la ripresa immediata dell’accesso a Internet, la formazione del nuovo parlamento, l’assunzione di responsabilità per la repressione violenta delle proteste pacifiche e il progresso verso elezioni libere ed eque”, prosegue la nota, aggiungendo che l’inviato speciale per il Sudan, Donald Booth, tornera’ presto nel paese
L’accordo, come riferito in conferenza stampa dal mediatore dell’Unione africana Mohamed Hassan, è stato raggiunto nelle prime ore di venerdì scorso e riguarda tutte le questioni controverse, in particolare la composizione del Consiglio sovrano transitorio, principale oggetto del contendere fra le parti, che sarà composto da un totale di 11 membri, di cui cinque per parte e uno indipendente.
In base all’accordo, inoltre, il Tmc presiederà il Consiglio sovrano per 21 mesi di seguito per poi passare il testimone all’Ffc per i restanti 18 mesi. Le parti hanno quindi concordato di istituire un comitato indipendente con il sostegno dell’Unione africana per indagare sulla sanguinosa repressione dello scorso 3
giugno contro il sit-in dei manifestanti a Khartum. Come previsto, la formazione del parlamento è stata invece posticipata di tre mesi per ulteriori consultazioni, tuttavia le parti hanno confermato un’intesa di massima sulle quote: il 67 per cento spettera’ alle Ffc, il 33 per cento al resto delle altre forze che hanno partecipato al
rovesciamento del presidente Omar al Bashir senza entrare a far parte della coalizione. Inoltre, l’Ffc costituirà un governo di tecnocrati qualificati incaricati di attuare riforme economiche e politiche e di preparare le elezioni generali in programma nel 2022. 
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