skip to Main Content
Sud Sudan, Un Passo Concreto Verso La Pace Grazie All’Italia. Accordo Firmato A Roma

Sud Sudan, un passo concreto verso la pace grazie all’Italia. Accordo firmato a Roma

Con la firma dell’accordo di venerdì 14 febbraio a Roma tra le parti in conflitto in Sud Sudan è stato compiuto un passo molto importante per la pace.
La coalizione delle opposizioni ha accettato di entrare a far parte del meccanismo di verifica e di monitoraggio del cessate il fuoco avviato con la dichiarazione di Roma dello scorso 12 gennaio, un’evoluzione che avrà naturalmente un impatto sul terreno davvero concreto.
Ad annunciarlo in conferenza stampa Mauro Garofalo, responsabile Relazioni internazionali della Comunità di Sant’Egidio.
La Comunità che da tempo porta avanti il lavoro di mediazione nei conflitti ha ospitato il primo round negoziale a seguito degli accordi per il cessate il fuoco di gennaio, a cui hanno preso parte sia esponenti del governo del Sud Sudan che delle opposizioni.
L’obiettivo, è porre fine alle violenze della guerra civile scoppiata nel 2013, e che ha causato migliaia di morti e milioni di profughi.
“Il valore aggiunto dell’incontro di oggi – ha sottolineato Garofalo – “è aver allargato il quadro delle forze d’opposizione che ora sono pronte a dialogare col governo per implementare gli impegni assunti a gennaio, ma anche l’Accordo di pace di fine 2018, siglato tra il presidente Salva Kiir e il leader dei ribelli, Riek Machar”.
Oltre alle fazioni fedeli all’ex vice presidente Machar, hanno aderito tutte le forze politiche dell’opposizione, tra cui la South Sudan Opposition Movements Alliance, coalizione che raduna diversi gruppi.
Il prossimo 22 febbraio è atteso – dopo vari rinvii -l’avvio del governo di unità nazionale, frutto dell’Accordo di pace, che comprenda esponenti dell’attuale governo e degli alleati di Machar.
“Il fatto che ora tutte le opposizioni sono pronte al dialogo sara’ di grande aiuto” al futuro esecutivo ha concluso il responsabile del tavolo dei colloqui. All’incontro del 14 febbraio erano presenti anche osservatori dell’Igad, delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea.

Back To Top