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Somalia, L’Italia Invia Un Volo Umanitario. Paese In Ginocchio Per Le Alluvioni

Somalia, l’Italia invia un volo umanitario. Paese in ginocchio per le alluvioni

Il Ministero degli esteri sta dando effettivamente corpo alla promessa di guardare concretamente all’Africa. Due sono le ultime iniziative adottate in questi giorni dall’Ufficio della Cooperazione Internazionale sotto la guida della Viceministra Emanuela Claudia Del Re: da una parte, l’intervento a favore delle popolazioni somale degli Stati federati dell’Hirshabelle, del Jubaland e del South-West-State e, dall’altra parte, la seconda riunione, presso la Farnesina, della Rete delle Università per il Corno d’Africa cui hanno partecipato 40 tra Enti universitari, uffici istituzionali, centri per gli studi sulle relazioni internazionali e organizzazioni italiane e africane.

L’intervento umanitario italiano a favore delle popolazioni somale delle degli Stati federati dell’Hirshabelle, del Jubaland e del South-West-State – Pochi sanno che in Somalia esiste una Mesopotamia (dal greco: terra in mezzo a due fiumi) analoga a quella più famosa tra il Tigri e l’Eufrate che ai suoi tempi diede vita alle straordinarie civiltà dei Sumeri, degli Assiri e dei Babilonesi.

L’arrivo del volo umanitario italiano a Mogadiscio ricevuto dalle autorità somale e dell’Ambasciatore Italiano Alberto Vecchi

La Mesopotamia somala è il territorio tra i fiumi Juba e Shabelle ed è di una straordinaria fertilità, ma durante la stagione delle piogge è soggetta ad alluvioni che mai, come in questi ultimi due anni, in conseguenza del climate change, sono state devastanti. L’Italia ha accettato di finanziare il progetto dell’ONU per il recupero del sistema di canalizzazione tra i due fiumi che era stato scavato più di trent’anni fa, quando il Paese era sotto il governo di Siad Barre, ma il cambiamento climatico è stato più rapido della realizzazione del progetto e nelle scorse settimane le alluvioni hanno provocato una decina di morti e quasi trecentomila sfollati danneggiando case, coltivazioni e infrastrutture e devastando ogni forma di attività economica mentre l’ospedale di Beledweyne, capitale della Regione Hiraan, posta a ovest di Mogadiscio, è stato chiuso.La risposta italiana non si è fatta attendere e lo scorso 21 novembre un volo umanitario è partito dalla base di Pronto Intervento Umanitario della Nazioni Unite di Brindisi in direzione di Mogadiscio con 22 tonnellate di beni di primo soccorso e accoglienza tra cui tende, kit igienici, coperte, generatori elettrici oltre a kit medici contro il colera.

All’arrivo a Mogadiscio l’aereo è stato ricevuto dalle autorità somale e dall’Ambasciatore italiano Alberto Vecchi che ha sostituito, dalla metà dell’ottobre scorso, il precedente Ambasciatore Carlo Campanile.

L’Ambasciatore italiano Alberto Vecchi il giorno di presentazione delle credenziali al Presidente somalo Mohamed A. Mohamed Formajo

Il nuovo Ambasciatore Alberto Vecchi ha già dato prova del suo dinamismo procedendo immediatamente a visitare ciò che rimane delle strutture italiane a Mogadiscio tra cui il Centro culturale, noto come Casa Italia, promettendo una sua rapida ristrutturazione.

La seconda riunione della Rete delle Università per il Corno d’Africa alla Farnesina – La Viceministra Emanuela Claudia Del Re ha presieduto alla Farnesina i lavori della seconda riunione della Rete delle Università per il Corno d’Africa. La prima riunione, quella fondativa fortemente voluta dalla medesima Viceministra Del Re, si era tenuta a gennaio con l’adesione, oltre che del Ministero delle Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) e dell’AICS – Agenzia Italiana per la Cooperazione e lo Sviluppo – anche di oltre trenta università italiane, istituti di ricerca scientifica e centri di ricerca per l’Africa.

A questa seconda riunione hanno partecipato 40 enti tra quelli italiani e quelli del Corno d’Africa. Sono stati discussi e finalmente individuati i settori prioritari su cui concentrare le attività della Rete che avrà sede presso il MAECI. In particolare, quello sanitario, ambientale, dell’agro-industria e delle nuove tecnologie.

Tra gli ospiti della manifestazione c’era anche il Rettore dell’Università Nazionale Somala, Prof. Mohamed Ahmed Jimale, al quale l’assemblea ha affidato il compito di coordinatore onorario della Rete, un incarico che sarà espletato assieme ad un ateneo italiano che verrà prossimamente individuato.

La Viceministra Emanuela Claudia Del Re assieme al Rettore dell’Università Nazionale Somala Prof. Mohamed Ahmed Jimale

All’atto di accettare l’incarico, il Prof. Jimale ha ricordato il ruolo dell’Italia per l’Università Nazionale Somala e la necessità di riprendere e proseguire la sua vicinanza alla Somalia.

Sono intervenuti ai lavori il Direttore Generale della DGMO Mistretta, il Capo Ufficio Africa Occidentale Lobasso, il delegato alla cooperazione universitaria per la DGCS Dejak e la D.sa Francesca delle Vergini, delegata del Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Lorenzo Fioramonti.

La Viceministra Del Re ha ribadito la necessità di avere una piattaforma operativa che metta insieme tutti gli attori che già operano nel Corno d’Africa nel campo della cooperazione interuniversitaria per evitare che si disperdano le iniziative e le attività italiane nell’area.

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