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Pubblicato L’African Regional Integration Index: Progressi Lenti, Integrazione Resta Debole

Pubblicato l’African Regional Integration Index: progressi lenti, integrazione resta debole

L’integrazione regionale in Africa rimane “debole”, secondo le conclusioni preliminari dell’African Regional Integration Index (ARII) pubblicato a Marrakech, a margine della 52a sessione della Conferenza dei ministri africani delle finanze, della pianificazione e dello sviluppo economico della Commissione economica per l’Africa.
L’African Continental Free Trade Area (ZLEC) è una pietra miliare per l’Africa. Soprattutto perché le conclusioni preliminari dell’IIRA 2019 indicano che l’integrazione regionale in Africa rimane debole”, ha dichiarato la Commissione economica per l’Africa in un comunicato.
Sviluppato dall’ECA, dall’Unione africana (UA) e dalla Banca africana di sviluppo (AfDB), questo indice, che valuta la situazione dell’integrazione economica dei paesi africani, rivela che la Comunità di sviluppo dell’Africa australe è la regione più integrata in termini di scambi commerciali, con il Sudafrica come paese più integrato del continente, secondo la stessa fonte.
“Nei cinque settori analizzati (integrazione commerciale, infrastrutture regionali, integrazione produttiva, libera circolazione delle persone e integrazione macroeconomica), il Sud Africa è in testa alla classifica, mentre il Sud Sudan è il paese meno integrato a causa dei suoi scarsi risultati in termini di infrastrutture regionali e integrazione finanziaria” sottolinea l’IIRA evidenziando inoltre che “l’integrazione nei servizi ha contribuito a oltre il 53% del PIL del continente, ma la ratifica del Protocollo sulla libera circolazione delle persone è stata lenta, nonostante l’avvio nel 2016 del Passaporto biometrico africano e del Protocollo dell’Unione africana sulla libera circolazione delle persone”, sottolineando che il significativo deficit infrastrutturale del continente rimane un grosso ostacolo al commercio intraregionale.
“Spetta agli africani stessi garantire che beneficino di questa iniziativa attraverso l’effettiva attuazione dei meccanismi ZLEC”, ha detto David Luke, coordinatore dell’African Centre for Trade Policy, la Divisione Commercio e Integrazione Regionale della Corte dei conti europea, citata nella dichiarazione.
Da parte sua, la rappresentante residente in Marocco della Banca africana di sviluppo (AfDB), Leila Farah Mokaddem, ha osservato che, nonostante l’immenso sostegno politico alla ZLECA, molte sfide dovranno essere superate durante la sua attuazione per aumentare il commercio intra-africano (oggi stimato tra il 15% e il 18%) al 25% entro il 2023.
A questo proposito, la signora Mokaddem ha citato alcuni ostacoli alla competitività dell’Africa, tra cui la bassa capacità produttiva in Africa, gli elevati costi di produzione e i notevoli deficit infrastrutturali, aggiungendo che l’elevato numero di piccoli mercati e la presenza di 16 paesi senza sbocco sul mare complicano la situazione.
“Non dobbiamo minimizzare le sfide, ma è importante sottolineare che dobbiamo cambiare le cose se vogliamo che l’Africa progredisca”, ha concluso.

COM2019, che si è conclusa il 26 marzo sul tema “Fiscal Policy, Trade and the Private Sector in the Digital Age: A Strategy for Africa” si è concentrata sul contributo della tecnologia digitale sia allo sviluppo degli scambi economici in Africa e al rafforzamento delle politiche fiscali nazionali, sia al miglioramento della riscossione del gettito fiscale.

Per approfondire: https://www.integrate-africa.org

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