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Open Arms, L’odio Social Contro Padre Alex Zanotelli E La Solidarietà Doverosa

Open Arms, l’odio social contro padre Alex Zanotelli e la solidarietà doverosa

Padre Alex Zanotelli è una persona speciale per chi scrive ma anche per questa testata. Sin dalla nascita di Focus on Africa ha collaborato attivamente con contributi sempre interessanti e illuminanti.

Oggi, rispetto all’ondata  di odio che gli è stata riversata addosso via web, non possiamo che esprimergli la nostra più sentita vicinanza.

Il tutto solo per aver sostenuto che “l’azione persecutoria di Matteo Salvini”, esercitata da ministro dell’Interno su centinaia di naufraghi lasciati per giorni in condizioni estreme al largo dei porti italiani, andasse perseguita.

La presa di posizione di padre Alex nei confronti del leader della Lega, in coerenza con la sua straordinaria storia, gli è costata uns valanga di insulti e di minacce.

La ‘colpa’ di padre Alex? Aver chiesto ai Cinquestelle di votare in blocco per farlo processare.

Il missionario comboniano che per oltre metà della sua vita ha vissuto in Africa, dedicando la sua esistenza agli ultimi della terra, ha ribadito il suo pensiero affermando che “la disumanità” dell’ex ministro non potesse restare impunità. “La cosa grave è che Salvini non sente il dolore per gli altri, in particolare per chi soffre” aveva sottolineato all’Adnkronos Zanotelli interpellato per commentare la notizia della nuova inchiesta dei pm di Agrigento su Salvini, indagato per sequestro di persona e omissione di atti d’ufficio sul caso della Open Armes.

Padre Alex aveva definito grave che Salvini si vantasse di essere indagato nella nuova inchiesta, definendola una medaglia.

“Vuole dire che siamo alla disumanizzazione totale. È un uomo al quale non interessa nulla di chi soffre, non ha alcun senso morale. Come potrebbe guidare il Paese?” il suo ragionamento da cui scaturisce l’augurio che stavolta il M5stelle, non più al governo con la Lega, voti “secondo coscienza” per far processare l’ex ministro.

La reazione del leader della Lega non si è fatta attendere e ha criticato il sacerdote attraverso un post su Facebook, scatenando una vera e propria  gogna social.

Centinaia di sostenitori leghisti hanno iniziato a offendere con commenti del tipo “cialtrone, “ti sei fumato tutta la Giamaica”, “usi droga scadente”, “ai tempi dei Medici saresti un mucchietto di cenere”: “non sei un vero cristiano” e tutta una serie di insulti irripetibili di una violenza verbale intollerabile che non può suscitare altro che indignazione e totale solidarietà a un uomo, un missionario, che ha dedicato la sua vita agli ultimi. In Africa e non solo.

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