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Etiopia, Passi Indietro Nella Libertà Di Stampa

Etiopia, passi indietro nella libertà di stampa

Alla fine del 2018, secondo il Comitato per la protezione dei giornalisti, in Etiopia non c’era più un solo giornalista dietro le sbarre. Le riforme del presidente Abiy Ahmed, salito al potere nell’aprile 2018, avevano riguardato anche la libertà di stampa e portato alla scarcerazione di decine di giornalisti e blogger.
 
Ma ora da Addis Abeba arriva un doppio, brutto segnale, certamente collegato alla crisi del 22 giugno: l’arresto, solo quattro giorni dopo, di Berihun Adane, direttore dell’emittente televisiva privata Asrat TV e del settimanale Berera, e quello avvenuto il 6 luglio di Elias Gebru, già direttore della rivista Enqu. 
 
I due arresti sono stati eseguiti ai sensi del Proclama antiterrorismo del 2009, esattamente quello usato dai predecessori di Abiy Ahmed per perseguitare i giornalisti indipendenti.
 
L’8 luglio è poi arrivata l’ufficializzazione del cambio di rotta: il ministero della Difesa ha annunciato l’intenzione di incriminare e processare giornalisti e testate che pubblicheranno “informazioni diffamatorie sulle Forze nazionali di difesa” dell’Etiopia. 
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